Se bruciano i musei…

Un museo che brucia non è solo un museo che brucia… Ma è anche una perdita di civiltà.

Un museo che brucia è la perdita – irrecuperabile – di una storia umana che era, dentro quel museo, raccontata da oggetti unici, irripetibili: pezzi millenari che raccontavano civiltà scomparse – le nostre civiltà – opere d’arte create dall’ingegno di persone che ci hanno preceduto in vita, manufatti che raccontavano come si viveva prima di oggi.

In poche ore questo è successo in Brasile: totalmente distrutto dalle fiamme il Museo Nazionale di Rio de Janeiro, nel neoclassico “Palazzo di San Cristoforo” costruito tra il 1808 e il 1821, che in passato fu residenza degli imperatori del Brasile e divenne sede del museo nel 1892. Quest’anno questo Museo festeggiava i 200 anni della sua fondazione, nel 1818.

Sulla home page del sito del Museo poche righe, non linkabili: “le nostre esposizioni sono chiuse a causa dell’incendio che ha distrutto gran parte delle nostre collezioni”. Sui social, per ora, una nota ufficiale ma senza una quantificazione dettagliata della distruzione. Ma le fotografie non danno speranza: solo distruzione.

La perdita culturale è per tutti, anche per chi dentro i musei non ci va. Da oggi siamo tutti un poco più poveri, più ignoranti, abbiamo perso delle conoscenze che ci rendevano la vita migliore: più umana, più pacifica, più civile.

Ecco perché la perdita di questo importante Museo deve farci riflettere…

Se perdiamo i Musei perdiamo anche la nostra identità e siamo meno liberi. Può sembrare strano e non è facile da spiegarsi in poche parole, ma il museo ha effetti positivi, di riflesso, per tutti. Ecco perché la sua perdita è un fatto gravissimo, per tutti.

Speriamo che vengano accertate le cause dell’incendio e si ponga rimedio, anche in altre sedi museali, affinché simili incendi non possano più accadere. Non sono ancora chiare le cause. Ma certo un fuoco non divampa per caso… appena dopo la chiusura, verso le 19:30.

Un incendio che però poteva essere limitato con un efficiente impianto antincendio. E probabilmente poteva essere evitato con interventi accurati di manutenzione. Già si parla anche di idranti non funzionanti, stato di abbandono nella manutenzione generale… Ancora una volta siamo davanti al caso di mala gestione di un bene culturale pubblico, e nessuno potrà mai risarcire la perdita subita.

Per la cronaca… Le fiamme non sono state fermate prima che distruggessero l’intero museo, su una superficie di oltre 13 mila metri quadri. Sono andate perdute importanti opere d’arte, arredi e le numerose raccolte di scienze naturali, antropologia e archeologia per oltre venti milioni di pezzi, tra antichità egizie, etrusche, greche e romane, reperti fossili e oggetti dell’archeologia pre-colombiana e brasiliana. In fumo anche gli archivi e  la biblioteca storica specialistica con oltre mezzo milione di volumi, di cui 2.000 erano rari.

Il prezioso contenuto che raccontava la storia antica del Brasile e dell’America meridionale è andato perduto per sempre. Nessun restauro è possibile per i beni andati in fumo: «questa è una catastrofe totale: sono 200 anni della nostra memoria storica, 200 anni di memoria, di scienza e di cultura che sono stati distrutti», ha affermato il suo vicedirettore, Luiz Fernando Dias Duarte.

 

 

 

 

 

 

Museo Nazionale di Rio de Janeiro

Prima e dopo l’incendio del 2 settembre 2018

CC BY-NC-ND 4.0 Se bruciano i musei… by Paese Cultura is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Francesco Onnis, curatore di Paese Cultura

Laureato in Conservazione dei beni culturali. Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte moderna.

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