Crollo su crollo… per i beni culturali

Chiesa di San Giuseppe dei falegnami, Roma. Crollo del 30 agosto 2018.

Un crollo diverso… emblematico dello stato di ventennale abbandono della cura e gestione pubblica dei beni culturali italiani.

Un crollo emblematico perché avvenuto nel centro del centro storico della capitale italiana, nel cuore della Roma storica, a due passi da Campidoglio e Foro Romano.

Un crollo emblematico perché, con ogni probabilità, non voluto dal destino, ma dalla incuria o dalla negligenza degli addetti ai lavori.

Il tetto della chiesa romana di San Giuseppe dei falegnami è crollato, per fortuna, senza fare vittime verso le ore 15 di giovedì 30 agosto 2018.

Non era una chiesa abbandonata, sperduta in qualche secondaria città di provincia o in mezzo ai monti di chissà quale paese. Anzi era spesso usata per celebrazioni e matrimoni e aveva subito anche recenti interventi di restauro. Questo rende ancora più inspiegabile il crollo.

Ma dietro a questo crollo emblematico che ha fatto tanto clamore mediatico ci sono tanti altri “crolli”, sparsi per l’Italia, che non fanno “notizia”, avvenuti o preannunciati. Anche questi sono “crolli” che denotano ugualmente lo stato di emergenza in cui stanno i beni culturali italiani oggi.

I beni culturali per scampare dai “crolli” hanno bisogno di soldi, ovvero di finanziamenti. Soldi che servono per assumere personale qualificato, soldi che servono per interventi di manutenzione ordinaria e restauri.

Invece negli ultimi venti anni i soldi per i beni culturali italiani sono stati sempre meno, con conseguente riduzione di nuove qualificate assunzioni e interventi di tutela su manufatti e architetture.

Addirittura ultimamente si spendono soldi per la “promozione” mediatica di musei e siti famosi, dimenticando le emergenze a rischio di “crollo”…

Ma continuando così non eviteremo altri “crolli”, anzi…

E allora vogliamo sperare che questo tetto, crollato nel cuore di Roma, sia un segnale emblematico per spingere il governo attuale a cambiare velocemente la gestione dei beni culturali e correggere, per quanto possibile, gli errori fatti dai governi precedenti.

Speriamo che questo crollo emblematico faccia credere a questo nuovo governo che investire più soldi nella conservazione dei beni culturali non solo eviterà altri “crolli” (tutelando anche vite umane) ma sarà anche un investimento per conservare il patrimonio culturale di tutti gli italiani, attuali e futuri, creando così le basi per molte opportunità di sviluppo economico nei tanti territori ricchi di beni culturali.

PS – A proposito di “crolli”: segnaliamo che a Pisa, ormai da qualche anno, il tetto della medievale chiesa di San Francesco è a serio rischio di crollo, causa il deterioramento delle capriate lignee (un piccolo crollo c’è anche già stato). Il ministero dei Beni Culturali può fare qualcosa per evitare questo crollo…?

Forse qualcun altro potrebbe aggiungere altre segnalazioni di “crolli”…

Chiesa di San Giuseppe dei falegnami, Roma. Interno durante un matrimonio.

Chiesa di San Giuseppe dei falegnami, Roma. Crollo del 30 agosto 2018.

CC BY-NC-ND 4.0 Crollo su crollo… per i beni culturali by Paese Cultura is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Francesco Onnis, curatore di Paese Cultura

Laureato in Conservazione dei beni culturali. Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte moderna.

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