Chiesa Cattolica

Chiesa Cattolica & beni culturali

La Chiesa Cattolica italiana possiede un immenso patrimonio di beni culturali, frutto della sua storia millenaria, che si fonde con la storia stessa dell’Italia e dei suoi abitanti.

L’entità dei beni culturali della chiesa cattolica è manifestata nella sua piena evidenza ed importanza nelle molteplici tipologie degli edifici di culto che interpretano i vari stili della storia dell’architettura: dalle basiliche alle pievi, dagli oratori alle cattedrali, dalle abbazie ai battisteri… luoghi di fede, ma anche luoghi che narrano la storia di ogni singolo paese, città, territorio. Edifici religiosi che al loro interno conservano innumerevoli opere d’arte, anch’esse nate come segno di fede e allo stesso tempo diventate testimonianze storiche ed artistiche. Molte di queste opere provenienti da luoghi di culto, come dipinti, sculture, paramenti liturgici, oreficerie sacre, sono ora esposte nei musei diocesani presenti su tutto il territorio nazionale.

 

 

Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa

Istituita nel 1988, in principio denominata «Pontificia Commissione per la Conservazione del Patrimonio Storico e Artistico della Chiesa», quale naturale evoluzione della Pontificia Commissione di Arte Sacra per l’Italia che nella sua fattispecie viene affidata alle competenze della Conferenza Episcopale Italiana in previsione di attivare in ogni Conferenza Episcopale un Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici. L’ambito della Commissione è quello di presiedere «alla tutela del patrimonio storico e artistico della Chiesa»: un compito in prima istanza conservativo che orienta il lavoro della Commissione verso l’arte in tutti i suoi ambiti – archivi, biblioteche, musei – iniziando un’opera di sensibilizzazione della comunità ecclesiale. Ma, come si legge nel suo Profilo, il crescente interesse della cultura contemporanea verso i beni culturali e la particolare sensibilità del Santo Padre, allora Giovanni Paolo II, verso questo settore porta ad ampliare l’interesse conservativo nell’ambito della valorizzazione integrale del patrimonio storico artistico inteso come un «bene vivo» di cui usufruire ai fini della cultura, della catechesi, del culto, della carità.

Questa nuova istanza permette un ulteriore passo nello sviluppo della Commissione che nel 1993 assunse l’attuale denominazione di «Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa»: inizia così un nuovo periodo, con il lavoro della Commissione ripensato anche in termini di valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Chiesa essenzialmente in un’ottica di animazione culturale e pastorale.

Il complesso dei beni che la Chiesa ha prodotto in due millenni – si specifica nel Profilo – non è infatti soltanto la testimonianza fossile del suo passato, bensì la testimonianza vivente di ciò che attraverso la fede, la cultura e l’arte cristiana essa ha saputo esprimere lungo i secoli. Questi beni hanno un valore «culturale», rappresentano cioè il processo di trasformazione dell’ambiente avviato lungo i secoli dalla comunità umana; inoltre rivelano uno specifico valore «ecclesiale», poiché sono stati prodotti per esprimere la liturgia, l’istruzione e la carità secondo una mentalità di ispirazione cristiana. I «beni culturali ecclesiali» sono così riconosciuti dalla Chiesa come mezzi idonei per svolgere il mandato di annunciare il vangelo attraverso un’opera di inculturazione della fede.

Tra le aree di competenza della Commissione ci sono l’architettura, pittura, scultura, le biblioteche e archivi ecclesiastici, i musei di arte sacra, la musica sacra.

Nel 2012 la Commissione è stata soppressa e unificata con il Pontificio Consiglio della Cultura.

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Pontificio Consiglio della Cultura

Istituito nel 1982, al suo interno, nel Dipartimento per i Beni Culturali, è stata unita nel 2012 la Pontificia Commissione per i beni Culturali della Chiesa.

Il Dipartimento per i beni culturali eredita quindi tutte le funzioni della precedente Commissione, riconoscendo che se la tipologia dei beni culturali è analoga a quella definita dalle legislazioni statali civili, l’ottica attraverso la quale essi sono visti dalla Chiesa è soprattutto religiosa, come attestazione della vita di fede della comunità cristiana, e quindi culturale.

Spetterà al Dipartimento per i beni culturali collaborare con gli appositi organismi episcopali, costituiti all’interno delle conferenze episcopali, per la raccolta e la custodia dell’intero patrimonio artistico e storico, intervenendo, se necessario, per la costituzione di musei, biblioteche ed archivi ecclesiastici. Sarà suo compito anche vigilare sul libero accesso a tale patrimonio da parte di tutti coloro che ne abbiano interesse. Al Dipartimento è anche ora affidato il compito, eminentemente culturale, di educare ad apprezzare l’importanza di tale patrimonio storico e artistico e a rendersi conto della necessità di conservarlo e di valorizzarlo.

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Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

Istituita nel 1852 da Pio IX 1852 “per custodire i sacri cemeteri antichi, per curarne preventivamente la conservazione, le ulteriori esplorazioni, le investigazioni, lo studio, per tutelare inoltre le più vetuste memorie dei primi secoli cristiani, i monumenti insigni, le Basiliche venerande, in Roma, nel suburbio e suolo romano e anche nelle altre Diocesi d’intesa con i rispettivi Ordinari”, fu dichiarata pontificia nel 1925 da Pio XI. La Commissione di Archeologia Sacra fu istituita per un’idea di Giovanni Battista de Rossi, l’archeologo romano che gettò le basi scientifiche dell’archeologia cristiana, studiando e scavando le catacombe romane, secondo un moderno metodo topografico, che tiene simultaneamente in considerazione le fonti storiche e i monumenti.

Tra le competenze, ribadite ancora nelle recenti convenzioni tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, “la Santa Sede conserva la disponibilità delle catacombe cristiane di Roma e delle altre parti del territorio italiano con l’onere conseguente della custodia, della manutenzione, della conservazione” (Motu Proprio di Pio XI, 11.12.1925). In tempi recenti, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha ricevuto un grande impulso, sia per quanto riguarda le attività archeologiche e conservative, eseguite secondo i più moderni criteri di scavo e di restauro, sia per quanto attiene l’organizzazione tecnica, documentaria ed operativa, per offrire un sempre più valido ed efficace supporto alla conoscenza ed alla tutela del prezioso patrimonio monumentale e spirituale ad essa affidato.

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Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della C.E.I.

L’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, nato nel 1995, è il punto di riferimento per tutto quello che riguarda i beni culturali della chiesa cattolica italiana. Ha come principale finalità quella di coadiuvare in forma permanente la Conferenza Episcopale Italiana, le Diocesi, le Conferenze Episcopali Regionali e le Società di vita apostolica in tutto ciò che riguarda la tutela e la corretta valorizzazione, l’adeguamento liturgico e l’incremento dei beni culturali ecclesiastici. La competenza dell’Ufficio si estende anche alla cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei e delle collezioni ecclesiastiche. Punti di riferimento fondamentali dell’azione dell’Ufficio sono le Norme del 1974, gli Orientamenti C.E.I. del 1992, le direttive della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa.

L’Ufficio, inoltre, intende favorire la collaborazione tra la Chiesa e le Pubbliche Amministrazioni – in particolare tra la C.E.I. e il Ministero per i beni culturali e ambientali – allo scopo di agevolare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, secondo le disposizioni dell’Accordo di revisione del Concordato. E’ datata 26 gennaio 2005 la nuova Intesa tra il Ministro per i beni e le attività culturali ed il Presidente della C.E.I., relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche.

Nell’esercizio delle sue attività l’Ufficio tiene rapporti con altre Associazioni ecclesiastiche del settore dei beni culturali, come l’Associazione Archivistica Ecclesiastica, l’Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici italiani, l’Associazione dei Musei Ecclesiastici italiani, l’Unione Cattolica Artisti italiani.

 

Progetti per i beni culturali promossi dalla C.E.I.

L’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici (UNBCE) della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) promuove e sostiene diversi progetti dedicati ai beni culturali, tra i quali sono di rilievo i seguenti.

 

CeiOA Progetto inventario beni storico artistici

cei_oaA partire dal 1996 promuove, coordina e supporta l’attività di inventariazione dei beni mobili artistici e storici delle diocesi italiane. L’inventario è volto alla tutela e valorizzazione del patrimonio mobile ecclesiastico e deve essere redatto in modo uniforme nel territorio nazionale secondo la metodologia indicata dall’UNBCE e concordata con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).

Il progetto CeiOA intende realizzare un inventario capillare del patrimonio ecclesiastico mobile, superando il criterio del “valore storico ed artistico” per valorizzare la testimonianza storica, devozionale e di fede della comunità dei credenti. CeiOA è una suite di strumenti informatici che l’UNBCE mette a disposizione degli enti ecclesiastici, diocesani e non, per la realizzazione dell’inventario, il suo aggiornamento, la sua fruibilità nei confronti degli enti conservatori e il riversamento dei dati nel Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC) del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali (MiBAC).

 

CeiA Progetto censimento chiese

cei_aProgetto di censimento informatizzato delle chiese esistenti nelle diocesi italiane; esso costituisce la prima fase dell’inventario dei beni architettonici che, nel tempo, dovrà interessare l’intero patrimonio immobiliare di proprietà delle diocesi e degli enti soggetti al Vescovo diocesano (chiese, seminari, episcopi, ecc.). Per l’attuazione del censimento, viene messo a disposizione delle diocesi regolarmente iscritte, un sistema on line, che permetterà allo schedatore autorizzato dall’incaricato diocesano, di inserire tutti di dati relativi all’edificio oggetto di schedatura. Il sistema è appositamente realizzato per la compilazione della scheda di censimento, contiene anche alcune informazioni presenti nella scheda di catalogo dei beni architettonici, elaborata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con le variazioni e le integrazioni introdotte dall’UNBC per tenere conto delle peculiari esigenze ecclesiastiche.

 

CeiBIB Progetto biblioteche ecclesiastiche

cei_bibProgetto dedicato alle biblioteche ecclesiastiche con l’intento di rispondere alle esigenze di condivisione e cooperazione in ambito catalografico e gestionale. CeiBIB intende costituire il catalogo collettivo delle biblioteche ecclesiastiche italiane, dialoga con SBN (Servizio bibliotecario nazionale) e consente alle biblioteche la catalogazione partecipata. CeiBIB non è esclusivamente un programma di catalogazione, ma un sistema integrato di gestione bibliotecaria che permette il trattamento delle diverse tipologie documentarie, l’organizzazione bibliografica, la gestione dei prestiti e dei servizi di circolazione e acquisizione. Il Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE), dando seguito agli accordi firmati con il MiBAC e l’ICCU, è attivo dal 22 marzo 2010.

 

CeiAR Progetto archivi ecclesiastici

cei_arProgetti di riordino e inventariazione informatizzata degli archivi ecclesiastici, in particolare degli archivi diocesani, con l’intento di realizzarne il censimento e facilitarne la fruizione e l’accesso. Il progetto CeiAr offre una suite di strumenti informatici che l’UNBCE mette a disposizione degli aderenti al progetto; essa permette anche il riversamento dei dati su SIUSA, secondo indicazioni del MiBACt, e la disponibilità e ricercabilità degli stessi. CeiAr è anche il nome del software che supporta il lavoro dell’archivista velocizzando le abituali procedure di descrizione ed eventuale riordino del materiale documentario. 

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BeWeB. Il portale dei beni culturali ecclesiastici

logobeweb2Beni ecclesiastici in web, è il portale dedicato beni culturali ecclesiastici: una vetrina che rende visibile il lavoro di censimento sistematico del patrimonio storico e artistico, architettonico, archivistico e librario portato avanti dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici sui beni di loro proprietà.

È anche il luogo dove facilitare, attraverso approfondimenti tematici, condivisione di risorse e news, la comprensione e la lettura del patrimonio diocesano da parte di un pubblico ampio e non di soli specialisti. Il progetto affonda le sue radici nei progetti CeiOA, CeiA, CeiBIB, CeiAR, in ottemperanza dell’ Intesa firmata tra Stato e Chiesa nel 2005 (che sostituisce quella precedente del 1996) e realizzato autonomamente dalle diocesi e dagli istituti culturali, uniche garanti della scientificità del lavoro.

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CC BY-NC-ND 4.0 Chiesa Cattolica by Paese Cultura is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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